Seguire il Sentiero della Natura. Fare della propria Vita un'Opera d'Arte. Sognare per Credere.

Arteterapia, olismo e dintorni.
Posso lavorare come Arteterapeuta?

 

Foto CC di Praveen Kumar

In seguito all’articolo Un po’ artisti un po’ terapisti. Per fare della vita un’opera d’arte. Orizzonti d’Arteterapia oggi, abbiamo pensato di riscrivere in merito alla professione dell’Arteterapeuta, anche nel più ampio contesto delle professioni non organizzate che rientrano o ruotano attorno al mondo dell’olismo, del benessere o delle discipline bionaturali, approfondendo il tema delle certificazioni, associazioni di categoria, Norme UNI e, in definitiva, gli orizzonti formativi e legislativi in Italia. L’articolo è organizzato secondo alcune delle domande che più spesso possono nascere sul campo.

Vorrei fare un corso di Arteterapia.
Dopo il corso potrò lavorare
subito come Arteterapeuta? 

Foto CC di Linda Åslund

Assolutamente sì. In realtà la Legge ti permette di lavorare nel campo artiterapico anche prima di aver partecipato a qualsiasi corso di Arteterapia al momento disponibile, se ti senti pronto e sotto la tua unica responsabilità, senso etico e indipendenza di giudizio. La professione dell’Arteterapeuta (come del resto quella del Counselor e del Naturopata) fa parte delle Professioni non organizzate in ordini o collegi secondo la Legge 14 gennaio 2013 n.4. Quest’ultima ne riconosce l’esercizio come “libero e fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei principi di buona fede, dell’affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza, dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta dei servizi, della responsabilità del professionista. In parole semplici, chiunque desideri lavorare nel campo dell’Arteterapia (come anche nel Counseling non psicologico e nella Naturopatia) può liberamente lavorare (adempiendo agli obblighi di legge come apertura della partita iva) anche senza avere completato un percorso di studi specifico, sotto la sua unica responsabilità di etica, giudizio e buona fede. In altre parole: la Legge italiana dà oggi ad ognuno di noi la possibilità di decidere se e quando si senta professionalmente e personalmente pronto per lavorare come Arteterapeuta, ovviamente prestando particolare attenzione a non invadere altri campi professionali, che richiedono invece un iter formativo ben preciso (come il campo della Psicologia, Medicina o dell’Estetica, per esempio).

Devo iscrivermi
a un’Associazione di Categoria
o richiedere una certificazione
per lavorare?

Foto Le Buone Arti

Puoi, ma non devi. Iscriverti a un’Associazione di Categoria o richiedere una Certificazione è un tuo diritto, ma non un tuo dovere: puoi scegliere di farlo, ma non è assolutamente un obbligo. La Legge 14 gennaio 2013 n.4 offre infatti la possibilità, ma non l’obbligo, per le professioni non regolamentate di aderire ad eventuali Associazioni di Categoria (Art. 2) come anche di optare per un’autoregolamentazione volontaria e qualificazione dell’attività in base alla normativa tecnica UNI (Art. 6). Al comma 2 dell’articolo 7 si specifica tuttavia che le eventuali attestazioni di iscrizione ad un’associazione di categoria o certificazioni relative alla conformità alla norma tecnica UNI  “non rappresentano requisito necessario per l’esercizio dell’attività professionale”, ovvero non sono obbligatorie per chi desideri lavorare, ad esempio, nel campo dell’Arteterapia.
Secondo il Regolamento UE 1025 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012 sulla normazione europea, per “norma” si intende “una specifica tecnica, adottata da un organismo di normazione riconosciuto, per applicazione ripetuta o continua, alla quale non è obbligatorio conformarsi“. Le norme sono, in sintesi, citando il sito UNI Ente Italiano di Normazione, “documenti che specificano cioè “come fare bene le cose” garantendo sicurezza, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe”. Per conoscere i requisiti per rispondere alle Norme UNI in ambito artiterapico è possibile fare riferimento alla specifica UNI 11592:2015 Figure professionali operanti nel campo delle Arti Terapie – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza, scaricabile a pagamento sul sito UNI.

I diplomi e i corsi di Arteterapia
hanno tutti lo stesso valore?

No, non hanno tutti lo stesso valore. Ci sono varie differenze in termini di valore legale e pratico/esperienziale. Concentriamoci innanzitutto sui termini “Diploma”, “Master” e “abilitante”.

Foto CC di Arno KleineSchaars

DIPLOMA. I corsi e master universitari hanno un valore in termini di crediti universitari, spendibili anche in contesti di concorsi pubblici e possono rilasciare dei Diplomi: solo infatti le scuole superiori, le università e le autorità pubbliche possono rilasciare veri e propri diplomi. I corsi privati possono rilasciare attestati di frequenza, partecipazione o certificati di avvenuta formazione, molto utili nella presentazione professionale, nel curriculum e fidelizzazione dei propri clienti. A volte anche alcuni attestati privati vengono definiti Diplomi (di Arteterapia, Counseling o Naturopatia) per scelta di comunicazione. Anche in questo casso essi non sono equiparabili a un diploma di scuola superiore o universitario, a meno che non ci sia a monte una partnership con istituti superiori e universitari che possa permettere la certificazione ufficiale del percorso in termini, ad esempio, di Master Universitario. In assenza di questo tipo di partnership i Diplomi privati sono, in termini di valore legale, equiparabili ad attestati di frequenza o partecipazione. È evidente al contempo che un attestato che testimoni un’avvenuta formazione di 1200 ore ha un valore maggiore, in termini di monte ore, di un attestato che ne testimoni 50: se si desidera comparare attestati, valgono quindi le norme della ragionevolezza, incrociate ovviamente al prestigio di scuole, corsi e docenti.

MASTER. Simile è la situazione per il termine “Master”, che è specifico dei master universitari post laurea, ma che spesso si ritrova anche al di fuori dell’offerta formativa universitaria, stando però ad indicare una particolare formazione professionalizzante e non un titolo universitario né equiparabile (i Master privati non universitari spesso, ad esempio, non richiedono la laurea almeno triennale per l’accesso, a differenza dei Master universitari). I titoli rilasciati dai master privati non universitari sono anche qui equiparabili a un attestato.

Foto CC di Adreson Vita Sá

ABILITANTE. Il termine “abilitante” presuppone un corso che abilita, ovvero permette una certa Professione (come quella dell’Arteterapeuta, Counselor o Naturopata). Non essendoci una legge in Italia che determina i requisiti minimi di formazione o standard di competenza necessari per esercitare la professione, al momento non ci possono essere “corsi legalmente abilitanti” e “corsi non abilitanti” per lavorare come Arteterapeuta (o Counselor o Naturopata).
Esistono invece corsi abilitanti e non abilitanti all’esercizio della professione di Psicologo e di tutte quelle professioni organizzate con Albi o Collegi professionali (ad esempio Medico Chirurgo, Veterinario, Architetto, Ingegnere, Avvocato… per un elenco completo delle professioni ad esempio di interesse sanitario vedi questa pagina sul sito del Ministero della Salute).
Esistono anche i corsi abilitanti per ottenere una qualifica professionale per le professioni regolamentate, quale quella di Estetista, Acconciatore, Allenatore (per un elenco completo delle Professioni Regolamentate vedi questa pagina sul sito del Dipartimento per le Politiche Europee – Presidenza del Consiglio dei Ministri).
Ma non possono esistere corsi legalmente abilitanti e corsi non abilitanti alla professione di Arteterapeuta, né di Counselor o Naturopata, in quanto esse non rientrano nelle professioni regolamentate né tantomeno in quelle con Albo o Collegio Professionale, ma invece rientrano pienamente fra le Professioni non regolamentate, secondo la Legge 14 gennaio 2013 n.4. O, se vogliamo, tutti i corsi possono essere definiti “abilitanti”, nel senso che dopo il corso si può lavorare come Operatore. Ma anche prima e anche senza. Esistono invece corsi che aderiscono o meno alla Norma UNI e il cui attestato finale permette una certificazione in tal senso e la possibilità di iscriversi a un’Associazione di Categoria. Ripetiamo qui che la Legge 14 gennaio 2013 n.4 offre la possibilità, ma non l’obbligo, per le professioni non regolamentate di aderire ad eventuali Associazioni di Categoria (Art. 2) come anche di optare per un’autoregolamentazione volontaria facoltativa in base alla normativa tecnica UNI (Art. 6). Per un approfondimento sulle Norme UNI vedere sopra (Domanda Devo iscrivermi a un’Associazione di Categoria o richiedere una certificazione per lavorare?).

Al di fuori dei corsi universitari,
i corsi privati di Arteterapia sono tutti uguali?

Foto CC di Lori Leaumont

Tutt’altro, semmai sono tutti diversi. I corsi di Arteterapia differiscono fra loro per moltissime caratteristiche, come la durata, la presenza più o meno significativa di momenti di tirocinio, la modalità frontale, a distanza, o mista, l’orientamento filosofico e artistico. Ogni aspirante arteterapeuta ha la possibilità di scegliere fra tantissime metodologie, format e orientamenti, a seconda delle sue necessità, inclinazioni e desideri. Noi pensiamo che tutti i corsi di Arteterapia abbiano dignità di esistenza e partecipino, nel loro piccolo o grande, all’opera d’arte di diffondere la creatività per le strade, per le piazze, per gli ospedali, per le scuole, nella vita.

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