Seguire il Sentiero della Natura. Fare della propria Vita un'Opera d'Arte. Sognare per Credere. Un progetto di Francesca Salcioli

Psicologa, mamma e ballerina: ci racconta perché l’arte fa bene.

gaiaCi accoglie con un bellissimo bambino in braccio e il sorriso tipico di chi l’opera d’arte l’ha cresciuta in grembo: Gaia Polla è una moglie e una mamma felice, ma anche una psicologa dell’età evolutiva, innamorata del suo lavoro, che si concentra sulla salute psichica ed emotiva dei più piccoli.

Gaia lavora presso le strutture nido e materna del Consorzio l’Arca di Trieste, dove le attività artistiche sono proposte ai bambini a partire dai 18 mesi d’età. «In generale», spiega Gaia, «le pratiche di disegno hanno il duplice obiettivo di favorire e contenere l’espressione emotiva», in tal senso possono essere utilizzati sia grandi pennelli e fogli appesi ai muri, ottimi per un’espressione libera e vivace, sia piccoli fogli sul pavimento, i cui limiti strutturali sono più adatti ad un’esperienza di contenimento del bambino.

Il disegno è incontrato dapprima attraverso il corpo e il contatto con le dita, e poi con l’uso di strumenti, quali pennelli, pennarelli e matite. Ai più piccoli, si propone la prima attività pittorica in forma di latte e cacao, che diviene colore commestibile, con cui tracciare i primi segni creativi con le dita. Ai più grandicelli, dai 3 anni in su, è possibile proporre anche attività di manipolazione della materia, attraverso l’uso della pasta di sale, di cacao e della plastilina, che favoriscano sia la coordinazione motoria del bambino sia la rielaborazione emotiva dello stesso. La creazione di statuette quali personaggi e mondi famigliari permette infatti al bambino di parlare di sé, con la tipica distanza e vicinanza che concede l’arte, che ne caratterizza la terapeuticità.

Ma Gaia Polla sottolinea l’importanza terapeutica dell’arte anche nell’età adulta: «suonare, cantare, ballare, qualsiasi attività creativa ha la capacità di agire emotivamente su di noi in termini di gioia, aumentare la nostra autostima, favorire la socializzazione e promuovere la coordinazione personale e di gruppo». E Gaia ha fatto della danza la sua attività d’arte prediletta, provando Hip Hop, Flash Dance, danze orientali e, per finire, latino americani: diversi stili che l’hanno accompagnata in un «percorso di evoluzione della personalità», dalla ricerca e scoperta della spontaneità e della femminilità, fino alla socializzazione gioiosa dei balli di gruppo.

Insomma, creare fa bene: parola di psicologa. E mamma, con le scarpe da salsa.

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